Dei danni causati da software o IA difettosi risponderà soprattutto il fabbricante, indipendentemente dalla colpa. La nuova direttiva UE sulla responsabilità per danno da prodotti difettosi (2024/2853) qualifica espressamente software e sistemi di IA come prodotti. Si applica ai prodotti immessi sul mercato dal 9 dicembre 2026, termine di recepimento per gli Stati. Il danneggiato può chiedere il risarcimento per morte o lesioni (anche alla salute psicologica), per danni ai beni e per la distruzione o il danneggiamento di dati non usati a fini professionali. Anche la mancanza di un aggiornamento di sicurezza può rendere difettoso un prodotto. L'impresa che l'IA la usa soltanto continua a rispondere secondo le regole generali, ad esempio contrattuali o del diritto civile nazionale.
Software e IA diventano prodotti
La direttiva (UE) 2024/2853 sostituisce norme vecchie di quasi 40 anni. Considera prodotto il software, sia installato su un dispositivo sia accessibile via cloud o come servizio (SaaS), compresi i sistemi di IA. Lo sviluppatore di software o il fornitore di IA diventa quindi fabbricante e risponde dei difetti indipendentemente dalla colpa.
È escluso il software libero e open source sviluppato o fornito al di fuori di un'attività commerciale.
Quali danni e per chi
Una persona fisica può chiedere il risarcimento per morte, lesioni personali compresi i danni medicalmente riconosciuti alla salute psicologica, danni o distruzione di beni e distruzione o danneggiamento di dati. Restano esclusi i beni e i dati usati esclusivamente a fini professionali e il prodotto difettoso stesso.
Un prodotto è difettoso se non offre la sicurezza che ci si può legittimamente attendere. La valutazione considera anche la capacità del sistema di continuare ad apprendere e se il fabbricante ha fornito gli aggiornamenti di sicurezza necessari. Il giudice può ordinare al fabbricante di divulgare le prove. Per prodotti tecnicamente complessi come l'IA, può presumere il difetto o il nesso causale.
Da quando e quali termini
Gli Stati membri devono recepire la direttiva entro il 9 dicembre 2026. Le nuove regole valgono per i prodotti immessi sul mercato da quella data, mentre per quelli precedenti restano le norme in vigore. Al 28 ottobre 2026 la Repubblica Ceca aveva pubblicato un progetto di legge di recepimento senza averlo ancora approvato.
L'azione si prescrive in 3 anni dal giorno in cui il danneggiato ha avuto conoscenza del danno, del difetto e del responsabile. Si estingue al più tardi 10 anni dopo l'immissione del prodotto sul mercato, 25 anni per i danni latenti alla salute.
Cosa significa per le imprese
Le imprese che sviluppano o vendono software dovrebbero rivedere i contratti con fornitori e clienti, organizzare un processo di aggiornamenti di sicurezza e conservare la documentazione che potrebbe servire come prova.
L'impresa che l'IA la usa soltanto non è fabbricante ai sensi della direttiva, salvo che la modifichi in modo sostanziale. Può però rispondere verso i propri clienti in base ai contratti o al diritto civile generale. La Commissione europea ha ritirato la proposta di una direttiva separata sulla responsabilità per l'IA, perciò queste regole generali continuano ad applicarsi.
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Domande frequenti
Sì. Nel valutare il difetto, la direttiva considera anche la capacità del sistema di apprendere dopo l'immissione sul mercato. Il fabbricante che mantiene il controllo sul sistema, ad esempio con gli aggiornamenti, risponde anche dei difetti emersi in seguito.
No. La direttiva si applica ai prodotti immessi sul mercato dal 9 dicembre 2026. Ai prodotti immessi prima si applicano le norme precedenti sulla responsabilità per danno da prodotti.
La direttiva tutela le persone fisiche e non copre beni e dati usati esclusivamente a fini professionali. Le controversie tra imprese seguono il contratto e le regole generali, perciò contano le clausole di responsabilità nei contratti.
Se sviluppate, vendete o integrate software o IA nei vostri prodotti, conviene far verificare contratti e condizioni. I servizi dell'avvocato sono a pagamento. Tramite LawBridge potete presentare gratuitamente una richiesta standard.
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